Cosa ha scatenato la caccia alle streghe tra la fine del Medioevo e la prima Modernità? Perché per Françoise d’Eaubonne, pioniera dell’ecofemminismo, si è trattato in tutto e permtutto di un sessocidio? Per rispondere bisogna seguire un filo lungo cinquemila anni, chenunisce i miti fondativi dell’antichità ai roghi d’Europa. La donna, in questa lettura, appare meno come vittima e più come rivale: una concorrente da mettere a tacere, insieme al suo modo di curare, far nascere e stare al mondo.

Uno sguardo che rovescia il modo in cui parliamo oggi di violenza contro le donne, legandola allo sfruttamento della natura e all’idea stessa di progresso che abbiamo fatto nostra.

Per parlarne abbiamo inviato a Stramonio Sara Marchesi, editor e traduttrice.

Sara Marchesi ha conseguito il dottorato di ricerca in Filosofia morale all’Università di Trento, occupandosi di etica ecologica, studi di genere ed ecofemminismo.
Tra le sue traduzioni figurano alcune delle opere principali di teoriche ecofemministe come Françoise d’Eaubonne e Val Plumwood.

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