Un incontro dedicato al pensiero della filosofa Rosi Braidotti, con la ricercatrice maresa lippolis

Mai come di questi tempi risulta evidente come democrazia e fascismo, pur scontrandosi, non siano antitetici.

Pervaso da varie forme di nostalgia l’Occidente sembra dominato da figure narcisistiche e prive di empatia, che rappresentano il prodotto del capitalismo finanziario completamente improduttivo eppure in grado di imporre solo desideri di consumo, orizzonti astratti e in quanto tali irragiungibili.

A questi il pensiero materialista e relazionale di Roisi Braidotti fornisce un controcanto e diversi antidoti. Le sue metamorfosi non sono metaforiche. Marca Spinoza e Deleuze con una prospettiva radicalmente femminista, per  offrirci una nuova concezione del soggetto radicata nella potenza delle interconnessioni e dell’affettività.

Il suo soggetto nomade è dotato di contromemoria e di una intelligenza vitale, capace di costruire un avvicinamento radicale fra viventi e non viventi, accrocchi, alleanze; una teoria del soggetto antimetafisica e incarnata che ribalta la relazione soggetto-mondo, produce una conoscenza adeguata e una gioiosa porosità.

Maresa Lippolis, docente di linguaggi e tecniche dell’audiovisivo presso la NABA (Nuova Accademia di Belle Arti), da ricercatrice indipendente si interroga da anni su tecniche e antropotecniche di liberazione.
Domenica 8 Novembre sarà ospite di un incontro interamente dedicato al pensiero della filosofa Rosi Braidotti.

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