Edizione 2026

La strega è, per eccellenza, la figura del mutamento: colei che trasforma la materia, che guarisce, che cambia forma e che sovverte l’ordine stabilito.

Il legame tra stregoneria e metamorfosi affonda le radici nel mito profondo.
Nella cultura romana, la stryx era un uccello notturno nato da una trasformazione; nell’antichità greca, le streghe della Tessaglia mutavano in insetti e Circe, nell’Odissea, alterava i corpi maschili.

Nelle tradizioni precristiane e nel folklore locale lo shapeshifting (il mutamento di forma) era un potere sciamanico, una via d’accesso a ritmi non umani.

Nel tardo Medioevo, l’inquisizione ha demonizzato questa fluidità corporea, trasformandola nel patto col demonio per volare verso il sabba.

Questa demonizzazione serviva a esorcizzare la paura maschile e istituzionale della donna inafferrabile, che sfuggiva alle regole sociali e manteneva una sovranità assoluta sul proprio corpo.

Il potere costituito ha bisogno di incasellare, rendere i corpi “leggibili”, prevedibili e quindi mercificabili.

Modificare la propria forma, che sia di genere, biologica o identitaria, significa opporsi a questa logica. Abbracciare il “mostruoso” e l’ibridazione diventa, in questa prospettiva, uno strumento di liberazione collettiva.

Richiamando il “divenire-animale” di Deleuze e Guattari, la strega moderna muta forma per dimostrare che lo status quo non è un destino biologico, ma una costruzione fragile.

In un sistema capitalista ed estrattivista che tratta la Terra come una risorsa inerte da sfruttare, la strega-mutaforma vuole/può abbattere la gerarchia uomo-natura. Trasformarsi idealmente in animale, pianta o elemento naturale significa praticare una “solidarietà multispecie”.

In un’ottica politica contemporanea e intersezionale, la metamorfosi diventa il rifiuto categorico di un’identità fissa imposta dal patriarcato e dal capitalismo.

In questa prospettiva, rivendicare il diritto alla trasformazione significa dare forma a un radicale atto di sabotaggio.

La metamorfosi si spoglia così del suo significato sovrannaturale per diventare una risposta urgente alla crisi.

In un’epoca di conflitti e di profonde transizioni sociali, ecologiche e culturali, la metamorfosi rappresenta un’utile chiave di lettura per abitare il presente.

Non soltanto un cambio di pelle, ma un vero e proprio cambio di paradigma.

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